ARAN, FIALS: positivo l’avvio del confronto sul nuovo CCNL Sanità 2025-2027, ma senza risorse strutturali non si rilancia il SSN

La FIALS accoglie con favore l’apertura del confronto sul rinnovo del CCNL Sanità 2025-2027, anche alla luce dell’impegno espresso dal Ministro per la Pubblica Amministrazione a garantire la continuità contrattuale. Un segnale importante, che riconosce come l’adeguamento delle retribuzioni al costo della vita rappresenti oggi una priorità non più rinviabile per il personale del Servizio sanitario nazionale.

Apprezzamento viene espresso anche per la tempistica dell’atto di indirizzo approvato dal Comitato di settore, coerente con il triennio contrattuale di riferimento, e per la volontà manifestata dal presidente ARAN, Antonio Naddeo, di avviare una nuova fase nella gestione del personale del SSN, orientata alla costruzione di un contratto capace di fornire risposte concrete a chi quotidianamente garantisce servizi essenziali ai cittadini.

Tuttavia, per la FIALS, le dichiarazioni di intenti devono necessariamente tradursi in interventi concreti e adeguatamente finanziati.

Il punto di partenza non può che essere rappresentato dai circa 593 mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale: professionisti che operano in condizioni sempre più complesse, caratterizzate da retribuzioni stagnanti, carenze croniche di organico e un crescente disagio organizzativo e professionale che sta mettendo sotto pressione ospedali e servizi territoriali.

“Non è più sostenibile chiedere ulteriori sacrifici a chi garantisce ogni giorno il funzionamento della sanità pubblica, festivi inclusi, a fronte di stanziamenti che non rispondono né all’emergenza salariale né alla grave carenza di personale. Servono scelte coraggiose, risorse strutturali e tutele concrete. Il personale sanitario non può più attendere”, dichiara Giuseppe Carbone.

Il quadro macroeconomico continua a destare preoccupazione. Il Documento di finanza pubblica mantiene la spesa sanitaria intorno al 6,4% del PIL, un livello significativamente inferiore alla media dei Paesi OCSE. In tale contesto, parlare di rilancio del SSN senza un incremento strutturale degli investimenti rischia di rimanere un obiettivo privo di reale efficacia.

Interventi quali il recupero degli sprechi, il rafforzamento dell’assistenza territoriale e gli investimenti in innovazione digitale e intelligenza artificiale rappresentano obiettivi condivisibili, ma non sufficienti se non accompagnati da una chiara scelta politica: rimettere al centro il valore del lavoro sanitario pubblico.

Secondo la FIALS, le risorse previste dall’atto di indirizzo risultano ampiamente inferiori alle aspettative. Rapportate alla platea dei lavoratori, producono effetti economici giudicati insufficienti e deludenti. Se l’obiettivo è rendere il SSN attrattivo e competitivo, non è possibile perseguirlo attraverso incrementi retributivi che restano lontani dal reale fabbisogno delle professioni sanitarie.

Il tema della retention non può essere affrontato in modo astratto, senza intervenire sulle condizioni concrete di lavoro: turni gravosi, carichi assistenziali elevati, crescente pressione burocratica, debolezza delle leadership organizzative, limitato riconoscimento economico e professionale e difficoltà nell’accesso agli strumenti di conciliazione vita-lavoro.

La motivazione dei professionisti resta alta, ma è il sistema che mostra sempre più evidenti difficoltà nel sostenerla.

Per questo, la FIALS ribadisce la necessità che il nuovo contratto intervenga in modo strutturale su nodi non più rinviabili:

  • reale valorizzazione economica delle professioni sanitarie e di tutto il personale del comparto;

  • superamento della cronica carenza di organici, in particolare l’emergenza infermieristica e revisione dei modelli di determinazione del fabbisogno;

  • introduzione di misure strutturali di welfare, finanziate con risorse dedicate e non a carico dei fondi contrattuali;

  • rafforzamento degli strumenti di conciliazione vita-lavoro, con maggiore accessibilità a part-time, lavoro agile e flessibilità organizzativa;

  • piena esigibilità uniforme del CCNL su tutto il territorio nazionale, inclusa la garanzia del diritto alla mensa;

  • potenziamento del sistema indennitario e valorizzazione degli incarichi;

  • attenzione concreta ai ruoli amministrativi, tecnici e professionali, sempre più penalizzati e spesso spinti verso altri comparti della pubblica amministrazione.

La FIALS ribadisce inoltre la propria netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di autonomia differenziata in sanità. Il rischio di una frammentazione contrattuale su base regionale, con trattamenti economici e normativi differenziati, rappresenta una minaccia all’universalità del Servizio sanitario nazionale e ai diritti dei lavoratori.

“Difendere il contratto nazionale significa tutelare l’uguaglianza dei diritti, dei lavoratori e dei cittadini. La sanità pubblica non può essere frammentata né trasformata in un sistema in cui salario, tutele e qualità dell’assistenza variano in base al territorio. Su questo la FIALS manterrà una posizione ferma e intransigente”, aggiunge Giuseppe Carbone.

Permangono, infine, forti perplessità rispetto al disegno di legge sulle professioni sanitarie. In assenza di una visione chiara e condivisa, la ridefinizione dei confini professionali e delle aree di intersezione tra le diverse figure rischia di generare conflittualità, contenziosi e ulteriori criticità operative nei servizi.

Il Servizio sanitario nazionale necessita di una riforma organica e di una visione strategica di lungo periodo. Servono risorse adeguate, modelli organizzativi efficaci, riconoscimento professionale e rispetto per il lavoro svolto quotidianamente dagli operatori.

In assenza di interventi tempestivi e strutturali, il rischio concreto è quello di compromettere la tenuta stessa del sistema di welfare.

La FIALS conferma il proprio impegno al tavolo ARAN con proposte concrete e una linea chiara: difendere il contratto nazionale, rafforzare il SSN, tutelare i diritti dei lavoratori e restituire valore alle professioni sanitarie.

Il confronto proseguirà nella prima settimana di maggio, appuntamento che rappresenterà un passaggio decisivo per verificare la coerenza tra le aperture dichiarate e le risposte effettivamente messe in campo.


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